Il Pugno del Wing Chun

Di Sifu Antonio Bacino

Quest’argomento è molto complesso e trattarlo richiederebbe un libro a sé, ma proverò a riassumere in poche pagine quali sono le caratteristiche principali e l’idea di questo colpo che pur essendo basilare è ben lungi dall’essere facile.

Il Ving Tsun Kung Fu ha un solo tipo di pugno che però viene chiamato con nomi diversi ognuno designato a descriverne le caratteristiche.

Ogni forma insegna un modo diverso di dare il solito pugno, ad esempio la Chum Kiu insegna a colpire cambiando peso come nella posizione laterale (Chum Kiu Ma) e anche partendo dal Bong Sao con il corpo posizione laterale a 45 gradi  per poi colpire a 90 gradi portandosi in posizione arretrata, o come la Biu Gee insegni a colpire sulla linea centrale con un pugno partendo dall’esterno.

I nomi del pugno sono principalmente due (la pronuncia si riferisce alla fonetica italiana):

  1. Gièk Chiùn.
  2. Iàt Gii Ciòng Chiùn.

Partiamo con lo spiegare il primo nome

Gièk Chiùn (Pugno Diretto):

Le parole Gièk Chiùn significano semplicemente Pugno Diretto o Rettilineo e si riferiscono alla caratteristica principale di questa tipologia di colpo: il percorrere nel più breve tempo possibile e con la maggiore potenza possibile uno spazio compreso tra la nostra mano e il punto dell’avversario che si vuole  colpire.

 

Un pugno deve seguire certe caratteristiche al fine di massimizzarne gli effetti e tali caratteristiche sono:

  1. Rettilineità.
  2. Posizione verticale della mano.
  3. Potenza elastica/esplosiva
  4. Uso del gomito per generare energia.

Andiamo ad analizzare tali caratteristiche una per una iniziando quindi con la rettilineità.

Per Rettilineità intendiamo la traiettoria che dovremo dare al nostro braccio che ovviamente dovrà essere una linea diritta, questo serve per essere più veloci possibile in modo da poter colpire l’avversario in un tempo brevissimo senza avere dispersioni d’energia (ogni movimento che porti il braccio a non essere allineato come ad esempio l’apertura verso l’esterno del gomito, porterà ad un irrigidimento della spalla e comporterà un cambio di traiettoria anche se involontario).

Domanda: Qual è la linea più breve per unire due punti?


  

La posizione verticale della mano è molto importante perché ci permette di avere un impatto privo di traumi sul polso, porta al naturale allineamento delle articolazioni del braccio, colpisce i punti più delicati dell’avversario come la gola o la bocca dello stomaco senza dover ruotare il polso o compiere altri moventi per caricare il colpo, necessita di un piccolo spazio di manovra, permette di colpire alternando le braccia senza torsione del busto. La natura verticale del pugno è inoltre ottimale per passare dalla guardia a un contrattacco o a una serie di attacchi come nel caso dei pugni a catena.

 
La schiena deve essere diritta e la respirazione deve essere diaframmatica, in modo da non irrigidire i muscoli della schiena e di conseguenza alzare il baricentro.

Il punto di partenza di base del pugno è all’altezza del plesso solare   (o bocca dello stomaco) in corrispondenza della linea centrale, assicurandosi di
mantenere la punta del gomito rivolta verso il basso e la spalla rilassata.

Per mantenere la schiena dritta basterà ricordarsi di portare il mento indietro, allungando così le vertebre cervicali ed eliminando (o per meglio dire limitando)flessioni o cedimenti della colonna vertebrale.

 

 

La Potenza Elastica o Esplosiva viene generata in tre fasi che sono:

  1. Rilassamento (o partenza da uno stato di rilassatezza muscolare).
  2. Contrazione o per meglio dire lo scatto dei muscoli per generare accelerazione quindi energia cinetica.
  3. Rilassamento o rilascio dell’energia immediatamente dopo l’impatto.

 

Prima di tutto dobbiamo capire che cosa vogliamo ottenere con il colpo che stiamo per allenare.

Vogliamo spingere l’avversario o vogliamo colpirlo per fargli perdere l’equilibrio? Vogliamo colpirne i muscoli o gli organi interni?

Da queste semplici domande si deciderà il tipo di colpo che vogliamo e quindi che genere di tecnica e di allenamento useremo per ottenere l’effetto desiderato.


Il Pugno che vogliamo è un colpo veloce, potente e che colpisca gli organi interni dell’avversario, ma come possiamo ottenere un simile risultato?Il pugno del Ving Tsun è la risposta che cerchiamo quando ci poniamo il problema di come una persona minuta possa abbattere una persona più grande, più muscolosa e più potente di lei.

Usando la vibrazione e la propagazione dell’energia e a tale proposito dobbiamo capire i meccanismi che portano a sviluppare energia o vibrazione.

Il colpo deve essere portato come se si suonasse un gong o una campana: si parte da una situazione di rilassamento, si compie uno scatto col braccio e poi si rilassa il braccio staccandosi dall’oggetto colpito in modo da evitare che la vibrazione ritorni indietro ( nel braccio) e facendola così sviluppare ed espandere nell’oggetto appena colpito.

Il Corpo umano è composto da un’altissima percentuale d’acqua, specialmente al suo interno e l’acqua trasmette molto bene l’energia (basti pensare alle onde).

Sfruttando il principio della vibrazione colpiremo il corpo dell’avversario più e più volte in modo da moltiplicarne l’effetto negli organi interni così da moltiplicare il danno.

Il principio di rilassare dopo aver colpito ci aiuta inoltre nel compiere delle sequenze continue di movimenti e tecniche in quanto, non essendo rigidi,  avremo la possibilità di continuare ad attaccare l’avversario, aumentando le possibilità di vittoria.

 

Per Generare Energia dovremo Usare Il Gomito evitando di spingere con la spalla e senza usare torsioni del busto, tuttavia voglio precisare che qualsiasi movimento   andremo a fare,saranno le gambe a generare l’energia necessaria, mentre il gomito avrà la funzione di convogliarla verso il punto d’impatto.

Quando usiamo il gomito per convogliare l’energia è bene ricordare che dobbiamo portarlo in AVANTI e non verso l’alto. Portando il gomito verso l’alto andremo a portare l’articolazione in un movimento innaturale simile ad una leva articolare e questo causerà dolore, scarsa potenza del colpo, rigidità dell’intero braccio limitando la reattività in caso di blocco o deviazione, vanificando così tutti i nostri sforzi.

 

Iàt Gii Ciòng Chiùn (Pugno Dell’Ideogramma “Sole”) :

Il nome è stato scelto perché indica l’ideogramma del “sole”che in cinese si scrive tracciando un rettangolo avente una retta centrale parallela ed equidistante tra il lato inferiore e quello superiore.

 Come può aiutarci questo ideogramma? Perché l’hanno scelto per rappresentare il pugno del Ving Tsun?

Come prima cosa: dove si trova l’ideogramma?

L’ideogramma si trova nelle ultime tre dita del pugno (medio, anulare e mignolo) e ricopre l’intera superficie delle falangi, NON si riferisce alle nocche.

Dando come riferimento questo simbolo, sarà palese la natura verticale del pugno, e la traiettoria che questo dovrà percorrere per giungere a destinazione, si eviterà ad esempio di colpire facendo un movimento “a martello” o di piegare il polso.

 

Domanda: “Quando colpisco col pugno devo dare uno scatto col polso?

Risposta: “No, non è necessario perché spingendo il gomito in avanti le articolazioni del braccio si allineeranno da sole. Cercare di compiere uno scatto col polso prima dell’impatto aumenterebbe la possibilità di disallineamento del polso con il gomito.”